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Il Comitato Genitori

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VIAGGIO DI ISTRUZIONE A BERLINO

Ritrovo a Milano Malpensa T2 martedì 18 febbraio alle ore 5,00. Il programma dettagliato del viaggio è già stato consegnato agli alunni. 


N.B. munirsi di documento di identità non vidimata sul retro, tessera sanitaria e carta dello studente.

Si ricorda che l’hotel richiede una cauzione di 15,00 Euro a studente (da versare in loco).

Per il trasporto in Berlino è previsto un costo di 13,00 Euro a persona.

: Corso preparatorio al P.E.T

Gli studenti che intendono iscriversi alla sessione PET di maggio 2014 dovranno pagare la tassa di iscrizione di circa € 86,00 entro fine marzo 2014 con modalità e tempi che saranno comunicati in seguito.

Corso preparatorio al FIRST

Gli studenti che intendono iscriversi alla sessione di esami FIRST di maggio 2014 dovranno pagare la tassa di iscrizione di circa € 160,00 entro metà aprile 2014 con modalità e tempi che saranno comunicati in seguito.

I compiti a Natale? Non servono a niente


Lo scrittore Antonio Pascale e le mille scuse per rinviare «il dovere»
GUIDA SEMISERIA ALLE VACANZE
I compiti a Natale? Non servono a niente
Lo scrittore Antonio Pascale e le mille scuse per rinviare «il dovere»
«Mi raccomando, avete più di venti giorni di ferie, cercate di recuperare!». Non so quante volte i professori c’hanno detto questa frase.
 C’hanno detto? In verità: mi hanno detto! Cioè, gli altri dovevano fare i compiti delle vacanze – ma poca roba- noi, no meglio: io dovevo non solo fare i compiti ma soprattutto recuperare. Così mi ricordo gli anni scolastici, un continuo recupero durante le ferie, compiti e compiti. Il guaio d’andare male a scuola. Ti rovini le vacanze di Natale e le ferie estive. Poi cercavo anche di recuperare, ma le feste ti costringono, fisiologicamente, a rimandare. C’è l’antivigilia, con quel clima spensierato: che facciamo quest’anno per il cenone? Il pesce dove lo prendiamo? Sono pensieri che occupano la mente. Poi la vigilia e niente, a Caserta (ancora oggi ci torno) si passeggia su e giù per via Mazzini e il Corso, ci si abbraccia, baci, commenti, si entra nei negozi, si beve una cosa, insomma non si desidera pensare ai compiti. Poi Natale, Santo Stefano.
E’ vero il 27 si dovrebbe riprendere,tuttavia è un giorno ingannevole.
Pensi, c’è ancora il 28, il 29 e il 30. Poi la settimana dell’Epifania. Quindi dici e a te stesso -anche perché sei un po’ nauseato da dolci e affini – domani recupero. Il 28 è una bella giornata, qualcuno ti chiama: va bene, c’è il 29 e il 30 e soprattutto la settimana dell’epifania, vuoi che non recupero? Il 29 a Caserta è considerata antivigilia dell’antivigilia, quindi si comincia a organizzare il veglione, che cosa lunga e complicata, la mente si riempie di pensieri, il 30 arriva prestissimo e non so perché – deve essere qualcosa che rientra nella relatività del tempo – il 31 ti sorprende all’improvviso e non hai ancora organizzato niente, e nemmeno hai comprato fuochi e trac. Il primo non ne parliamo, il due sei stanco, il tre ti prende una profonda tristezza, l’anno è cominciato, hai tante cose da fare, il clima è pesante, tutto attorno a te è sbagliato, a cominciare dagli addobbi: ora che ci stanno a fare quelle luci natalizie? E’ tutto finito: che stonatura.
Il 5 te ne stai a letto, il 6 i tuoi genitori cominciano con i rimproveri: non hai fatto niente, sono passati venti giorni e hai perso solo tempo- e tu stai ancora mangiando carbone di zucchero. Vero. Così mi ricordo, perdevo tempo. Eppure qualche scusante da fornire ce l’ho ancora. La malinconia che mi prendeva durante certe sere festive. Il tempo che fuggiva, i lampioni della mia strada che sembravano più fiochi, le persone ingobbite, appesantite, invecchiate. Il tempo che passa fa malinconia e però vuoi reagire, dimostrare che, al contrario, il tempo è dalla tua parte e dunque puoi prenderti il lusso di sprecarlo – e dissipare, disordinare. I compiti non c’entravano durante le feste. Sì capisco: era per il mio bene, eppure, è andata come è andata, sono diventato scrittore non per i compiti ben fatti, ma per la malinconia provata durante le feste natalizie. Tutto scorreva in fretta e l’intensità - quel brivido di piacere che forniva l’intensità - era l’unico strumento di conoscenza che sapevo usare (allora con molta incertezza). E’ andata così, sono stato, in fondo, fortunato o bravo, chissà.
Vorrei avere, tuttavia, una buona soluzione in tasca per risolvere una volta per tutte il problema dei compiti, anzi della conoscenza. Dico problema e invece dovrei dire piacere. Saranno gli esami fatti a settembre, quel senso di inadeguatezza, di finitezza, però devo riconoscere che il piacere della conoscenza, quello, non l’ho appreso a scuola, anzi, è arrivato per contrasto: non facendo mai i compiti, non terminando mai l’anno scolastico con un risultato pieno. Quindi cosa posso dire ora a mia difesa? Il tempo continua a passare, io continuo a pensare: cosa ci sto a fare in questo mondo? c’è un senso oppure no? ma una cosa l’ho capita: se devo starci devo farlo bene: migliorare e studiare e conoscere - tutto questo mi fornisce un incredibile piacere. Eppure testardamente, stupidamente, malinconicamente continuo a pensare che i compiti durante le vacanze non servono a niente.

L'economia più potente?


L'economia più potente? Tra 15 anni Londra

meglio di Berlino. E la Cina supererà gli Usa, 

mentre l'Italia...
LONDRA - La Gran Bretagna supererà Francia e Germania e diventerà la maggiore economia in Europa entro il 2030: questa la previsione dell'autorevole Centre for Economic and Business Research (Cebr). Un regime fiscale leggero, l'indipendenza dall'eurozona e una popolazione in crescita sono i tre fattori positivi che contribuiranno a far salire il Pil britannico dagli attuali 1.590 milioni a 2.640 milioni di sterline nei prossimi quindici anni, secondo lo studio annuale.
A livello globale però la Gran Bretagna scenderà in classifica, passando dall'attuale sesta posizione alla settima, a causa dell'inesorabile ascesa delle economie emergenti. La Cina supererà gli Stati Uniti diventando la prima economia al mondo nel 2028, mentre l'India che ora è in decima posizione salirà al terzo posto spodestando il Giappone. Il Brasile passerà dal settimo al quinto posto, mentre il Messico entrerà in classifica al nono posto. L'Italia, che quest'anno è in ottava posizione, uscirá invece del tutto dalla lista dei top ten scendendo al quindicesimo posto. Nigeria, Iraq, Egitto e Filippine entreranno nella classifica delle prime trenta economie al mondo.
Il Cebr prevede che nei prossimi quindici anni il Pil tedesco continuerà a crescere ma a un ritmo più lento, passando dagli attuali 2.200 miliardi di sterline a 2.690 miliardi. La popolazione che invecchia, la debolezza dell'euro e le incertezze sull'eurozona si riveleranno ostacoli insuperabili per la Germania, che entro il 2030 sarà superata dalla Gran Bretagna. Il sorpasso dell'economia britannica su quella francese invece avverrà molto prima, entro il 2018, secondo lo studio. La Francia, che attualmente è al quinto posto nella classifica globale, scivolerà fuori dai top ten a causa di una crescita debole, soffocata da un regime fiscale punitivo, e verrà superata dalla Turchia.
"Prevediamo che la Gran Bretagna diventerà la seconda economia occidentale dopo gli Stati Uniti, - spiega il rapporto Cebr. – Una situazione demografica positiva con un'immigrazione che continua, una minore vulnerabilità ai problemi dell'eurozona rispetto agli altri Paesi eurppeo e un regime fiscale benevolo in confronto ai vicini incoraggeranno una crescita più rapida degli altri Paesi occidentali. Entro il 2029 la Gran Bretagna avrà quasi raggiunto la Germania e prevediamo che superi la Germania intorno al 2030, diventando la maggiore economia dell'Europa occidentale".
La capacità di rilanciare le esportazioni e trovare nuovi mercati è fondamentale per le prospettive di crescita di un Paese, sottolinea il Cebr: in questo la Francia sta fallendo e anche la Gran Bretagna rischia di trovarsi indietro. La crescita é ripartita ma spinta dai consumi interni invece che dalle esportazioni, rileva lo studio. Altri tre fattori di rischio per l'economia britannica sono anche i continui dissidi con l'Unione Europea, limiti all'immigrazione e la possibile separazione della Scozia in seguito al referendum previsto per il 2014.