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“Nuovi licei: l’avventura della conoscenza”

Seminario Liceo Scienze Umane

Il 12 aprile 2011 a Torino, presso la Sala Convegni della Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo, si è tenuto il quarto dei seminari dedicato ad un indirizzo specifico dei Nuovi Licei, il Liceo delle Scienze Umane.

Dopo il convegno nazionale di Roma dell'11 ottobre 2010 la Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo prosegue le sue iniziative sul filone "Nuovi Licei: l'avventura della conoscenza" con un ciclo di seminari rivolti a docenti, dirigenti scolastici, insegnanti ed ispettori, appuntamenti che vedranno gli interventi di componenti della Commissione per le Indicazioni Nazionali, di esponenti del mondo accademico, produttivo e della ricerca.

I seminari si realizzano in collaborazione con Istituzioni prestigiose del nostro Paese con lo scopo di entrare nel merito dell'identità dei singoli licei e delle "piste di lavoro" che si sono già aperte e si potranno aprire per le scuole. Quello di Torino è stato il quarto degli appuntamenti seminariali.

Tutti i contenuti saranno disponibili a breve nella sezione Interventi. Per informazioni contattare la segreteria.

Interventi


   Giorgio Chiosso
   Caratteri e specificità del Liceo delle Scienze Umane
   scarica la relazione
     Silvia Kanizsa
   Significato e prospettive del Liceo delle Scienze Umane
   guarda il video
   scarica la relazione
     Luisa Ribolzi
   L'opzione economico-sociale del Liceo delle Scienze Umane
   guarda il video
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     Nicola Vittorio
   L'insegnamento delle discipline scientifiche
   guarda il video
   Il Liceo delle Scienze Umane come crocevia di esperienze e possibilità diverse:
   Professioni di aiuto alla persona
   L' insegnamento tra identità e diversità 

     Suor Giuliana Galli
   Testimonianza
   guarda il video
     Fiorenzo Alfieri
   Testimonianza
   guarda il video
   scarica la relazione
     Roberta Ricucci
   Testimonianza
   scarica la relazione
Per informazioni contattare
Daria Dani
011 4306515

Pillole del sapere, come va a finire?

 Corriere Inchieste

 Report torna ad occuparsi delle "Pillole del Sapere", i 12 video della lunghezza di 3 minuti comprati al prezzo di circa 40 mila euro l'uno dal ministero della Pubblica Istruzione da un'azienda di Ilaria Sbressa, moglie del responsabile delle relazioni istituzionali di Mediaset.  

ANTICIPAZIONE -Report domenica 9 dicembre torna a parlare delle “Pillole del sapere”: video di 3 minuti, comprati da una commissione mista Miur-Ansas a 39 mila euro l'uno, mentre le scuole non hanno la carta igienica, gli insegnanti vengono tirati per il collo e si preparano tagli per centinaia di milioni per i prossimi anni. Secondo le testimonianze di un dipendente che ha realizzato per la Sbressa molte delle 12 pillole acquistate dal Miur, di pillole ne aveva preparate centinaia e nelle intenzioni erano tutte destinate alla pubblica istruzione.  
E pensare che invece il Ministero le pillole avrebbe potuto averle gratis. Un professore esperto d'informatica le aveva realizzate con un gruppo di studenti di una scuola di Pomigliano d'Arco, le aveva chiamate "pillole della conoscenza" e le aveva offerte gratuitamente al Miur, proprio mentre il tavolo degli esperti nominati dall'ex ministro Gelmini, guidati da Giovanni Biondi, stavano acquistando per circa 500 mila euro i video prodotti da Interattiva Media della Sbressa.
Il professore aveva chiesto un modesto contributo per farle veicolare tra le scuole, ma un solerte  dirigente del ministero risponde che purtroppo non c'erano soldi da spendere. 
Comunque dopo la denuncia di Report nell'inchiesta sulla Bpm "La banca degli amici", Ilaria Sbressa ha denunciato per diffamazione gli autori dell'inchiesta e ha chiesto un risarcimento danni per 35 milioni di euro. Il Ministro Francesco Profumo invece ha avviato un'ispezione interna, vuole ora fare chiarezza sia sull’acquisto delle Pillole sia sul finanziamento arrivato all'azienda Interattiva Media della Sbressa di oltre 5 milioni di euro nell’ambito del progetto Smart Cities.
Proprio per valutare l'effettivo costo delle pillole il Ministro si è rivolto al Tribunale di Roma, affinché sia un perito indipendente a dare una risposta definitiva sulla congruità del prezzo.
Fiorentino, capo gabinetto del Ministro ha detto che se risulterà che le pillole sono state pagate troppo, chiederà i soldi indietro alla Sbressa, ma sarà facile?
Intanto Report come tradizione ha continuato a occuparsi della vicenda, ed è emerso che una delle principali aziende della Sbressa, Interattiva, non ha versato per anni contributi ai dipendenti, è fallita dal novembre del 2011 e vanta un passivo nei confronti di Equitalia di circa un milione di euro.
Ha un contenzioso  aperto anche con la Rai, a cui dovrebbe 415 mila euro per un progetto,  che prevedeva la realizzazione di un documentario e video destinati alla Farnesina. E la Sbressa, secondo Viale Mazzini, sarebbe stata inadempiente.
Nonostante questo la signora Sbressa, grazie al fatto di aver creato aziende con nome simile, tipo Interattiva Media, ha continuato a ottenere soldi pubblici.
È riuscita ad inserirsi sul mercato elettronico della Consip, la società dipendente dal Ministero delle Finanze, voluta per rendere più trasparenti ed economici gli acquisti della Pubblica Amministrazione.
Ma in Consip ci hanno detto i controlli vanno a campione e basta autocertificarsi.
E per coincidenza nessuno della Consip ha mai controllato i bilanci delle aziende della Sbressa, o se la Sbressa fosse un'imprenditrice affidabile con cui la Pubblica Amministrazione potesse tranquillamente fare affari. Né ha mai controllato se in quanto fornitrice dello Stato fosse a posto con il versamento dei contributi. E così grazie a un'altra società, Interattiva Media, è riuscita a vendere al Miur le "Pillole del sapere" a 40 mila euro.
Avrebbero dovuto vigilare e valutare la congruità del prezzo anche gli esperti scientifici messi a capo dell'Ansas, l'agenzia vigilata dal Miur che ha acquistato le pillole.
L'hanno fatto?
Intanto quello che è certo è che la Sbressa con Interattiva, la società fallita già da un anno, controlla ancora oggi il 70% del consorzio Alphabet, di cui è anche amministratrice, grazie al quale gestisce il canale 33 della piattaforma digitale terrestre.
I video che vengono trasmessi sul canale vengono prodotti dall'altra azienda, Interattiva Media, che fa sempre riferimento alla Sbressa.
Del consorzio fanno parte per il 25% Elea, del gruppo Idi, anch'esso dal 2010 finito in procedura di concordato fallimentare; poi la Soipa, amministrata da Gabrio Caraffini, le cui quote sono state sequestrate dalla magistratura, e lo stesso Caraffini è stato arrestato con l'accusa di bancarotta e riciclaggio.
Insomma un consorzio un po' sgangherato che gode di una concessione pubblica, e viene da chiedersi, chi e come tra i soci pagherebbe eventuali sanzioni amministrative?
Ma pare che Agcom e Ministero dello Sviluppo, che nel 2008 hanno giudicato i requisiti del consorzio, idonei, non si sono accorti di quello che è successo.
A proposito di come sono state rilasciate le autorizzazioni al consorzio da parte di Agcom e Mise, Report tornerà ad occuparsene. Intanto vi anticipiamo un breve stralcio dell'inchiesta che andrà in onda domenica 9 curata da Sigfrido Ranucci con la collaborazione di Giorgio Mottola.

 

La scuola è giusta? Paese al top

 
La scuola è giusta? Paese al top
In Finlandia e Corea sistemi d'insegnamento opposti  ma vincenti
L'indagine
La scuola è giusta? Paese al top
In Finlandia e Corea sistemi d'insegnamento opposti
ma vincenti
I modelli sono Finlandia e Corea del Sud: sono queste le superpotenze dell'istruzione, come emerge da una corposa ricerca sui sistemi educativi di 50 Paesi, realizzata dall'Economist Intelligence Unit per la multinazionale dell'educazione Pearson. Lo studio viene presentato oggi a Londra e ha come obiettivo principale supportare politici, dirigenti scolastici e ricercatori universitari nell'individuare i fattori chiave di miglioramento della scuola.
L'idea è che, per quanto sia difficile da quantificare, c'è un collegamento evidente tra le conoscenze e le competenze con cui i giovani entrano nel modo del lavoro e la competitività economica di un Paese a lungo termine. Lo studio ha prodotto un database pubblico e open-source (da oggi consultabile al link http://thelearningcurve.pearson.com) che raccoglie oltre 60 indici comparativi da 50 Paesi: dati come spesa pubblica nell'istruzione, salari dei docenti, tasso di alfabetizzazione, raggiungimento del diploma e della laurea, tasso di disoccupazione, Pil e via dicendo.
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La classifica, che vede l'Italia al ventiquattresimo posto, propone un nuovo parametro di valutazione, l'«Indice globale sulle capacità conoscitive e il raggiungimento del livello di istruzione», basato su test internazionali (quello dell'Ocs-Pisa, le valutazioni Timms e Pirls), ma anche dati nazionali sulla media di conseguimento di diploma e laurea. Hong Kong, Giappone e Singapore sono nelle posizioni più alte, mentre negli ultimi posti si trovano Messico, Brasile e Indonesia, pur essendo, queste ultime, economie in veloce via di sviluppo.
I due Paesi al vertice della classifica, Finlandia e Corea del Sud, propongono due sistemi educativi completamente diversi: mentre quello coreano è rigido, basato su verifiche, test, apprendimento mnemonico e obbliga gli studenti a investire molto tempo nella loro istruzione (oltre il 60 per cento dopo la scuola segue lezioni private), quello finlandese è molto più duttile e soft: le ore di scuola sono inferiori rispetto a molti altri Paesi (in Italia il tempo passato sui banchi è superiore di tre anni), non vengono assegnati compiti a casa, viene privilegiata la creatività sull'apprendimento mnemonico.
Ciò che accomuna i due Paesi è l'importanza attribuita all'insegnamento. La ricerca evidenzia che entrambi danno grande importanza all'arruolamento e all'aggiornamento della classe docente (Finlandia e Corea del Sud scelgono gli insegnanti tra i migliori laureati). Entrambi fanno leva sul senso di responsabilità nel raggiungimento degli obiettivi e sono caratterizzati da un'idea morale diffusa nella società che motiva docenti e studenti (in entrambe le società il rispetto per l'insegnante è considerato fondamentale).
D'altro canto l'importanza dell'insegnamento è l'indicazione principale che emerge dalla ricerca e si basa soprattutto sul riconoscimento del ruolo sociale, mentre il salario degli insegnanti sembra avere scarsa rilevanza sui successi scolastici e pochi collegamenti con lo sviluppo della capacità cognitive misurate secondo i test internazionali. Uno studio su due milioni e mezzo di americani ha stabilito che gli studenti che hanno avuto insegnanti migliori hanno più probabilità di frequentare college prestigiosi, guadagnano di più, vivono in quartieri di migliore status economico-sociale, risparmiano di più per la pensione e, addirittura, hanno meno probabilità di avere gravidanze adolescenziali.
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Da un punto di vista generale, dice la ricerca, l'investimento economico sull'istruzione sembra sì importante nel raggiungimento di risultati positivi, ma ancora più importante è una cultura di supporto all'educazione. Non è un caso che, negli Stati Uniti, a seconda della cultura d'origine, ci sono forti differenze, per cui è statisticamente provato che studenti provenienti da famiglie di Hong Kong o Singapore fanno meglio di studenti che vengono dall'America latina o da Haiti.
La questione dell'istruzione appropriata in vista di una futura crescita economica, in grado di offrire agli studenti gli strumenti per affrontare un futuro incerto sono il cuore di alcune riforme scolastiche sopratutto in Asia. Il fatto di anticipare, nella formazione, quelli che saranno i lavori di domani, ha fatto sì che il sistema educativo di Singapore, per esempio, fin dal 1997, sia passato da una forma di apprendimento tradizionale, con grande attenzione allo studio mnemonico, a una formazione che si basa su matematica, scienza e cultura generale combinata con l'apprendimento di come applicare le informazioni che si acquisiscono. I sistemi scolastici di alcuni dei Paesi che si collocano più in alto nella classifica si basano su un'enfasi maggiore sullo sviluppo di «creatività, personalità e collaborazione».
Dallo studio emerge che insegnare a lavorare in squadra, a interagire ed empatizzare con gli altri è la sfida della scuola di domani, tanto che un gruppo di lavoro che include i ministeri dell'Educazione di alcuni Stati stanno cercando di elaborare un metro di valutazione per queste abilità, che verrà introdotto nel programma di valutazione internazionale Pisa del 2015.
Cristina Taglietti


Il lavoro non cade dal cielo

La guida orientativa "Il lavoro non cade dal cielo" propone un percorso alla scoperta del mondo del lavoro, dei mestieri e della formazione, a ragazzi e ragazze in età di obbligo formativo (14-18 anni).

Giunta alla quarta edizione, la giuda suggerisce l’uso dei dati Excelsior non come aride informazioni statistiche, ma rendendoli gradevoli (attraverso soluzioni iconiche e grafiche originali) e utili per facilitare le scelte, attraverso un impiego costante della tendenza, della comparazione, della classifica.
Come nelle precedenti edizioni, il lettore troverà le ricerche di Censis, Isfol, Alma Mater, Istat e di importanti istituti internazionali. Infine, uno speciale approfondimento è dedicato alle competenze che le imprese intervistate da Excelsior ritengono molto importanti per lo svolgimento delle professioni.

Per «competenza» si intende la capacità di mobilitare verso uno specifico obiettivo conoscenze e abilità che sono state acquisite tramite l’apprendimento.

L’edizione 2012 è aggiornata con i dati del Sistema Informativo Excelsior 2012 e aggiornata con nuovi contenuti. La versione cartacea della pubblicazione può essere richiesta alla propria Camera di commercio.
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SENATO STUDENTESCO

Circolare della Presidenza n. 220
 
Si comunica AI RAPPRESENTANTI  DI CLASSE DEGLI STUDENTI e AI RAPPRESENTANTI DEGLI ALUNNI NEL CONSIGLIO DI ISTITUTO che Lunedì 3 dicembre alle ore 14.15 in Aula Magna si terrà il Senato Studentesco.