Sono un ragazzo di 17 anni e per aiutare
voi, miei cari adulti, a capire meglio l’adolescenza provo a
rappresentare il mio mondo disegnando una mappa geografica, delineandone
confini e collegamenti. La penisola è la forma geografica che nasce
spontanea nell’immaginario collettivo di noi ragazzi, una penisola
sempre in eterna evoluzione che chiamo “Penisola del Caos”. E’ dunque la
raffigurazione simbolica del nostro mondo.

A nord, dove ci sono montagne
invalicabili, si trovano la scuola, gli adulti e purtroppo anche i
genitori. Tra la scuola e l’adolescente c’è solo un ponte di
collegamento, rappresentato dai professori con i quali ci puo’ essere un
rapporto di incontro/ scontro. Tra i genitori e l’adolescente c’è un
ponte tibetano mezzo rotto, traballante… ma c’è ed è sempre lì: il
giovane sa che, se vuole, lo può attraversare, anche a fatica.
La nostra penisola è circondata dal mare
dove naviga l’informazione, i media che i ragazzi seguono con estremo
disinteresse. Al di sotto delle montagne c’è TANTA energia che spendiamo
in ogni campo, nella tecnologia, nella ricerca del bello, per apparire
ed essere accettati dal gruppo, nello sport e nei divertimenti. Al
centro della penisola, collegati da un fiume con diversi affluenti ci
sono i coetanei, facebook, amici e soprattutto il GRUPPO. Uno di questi
fiumi sfocia nel mare-internet, inteso come l’informazione globale: ci
navigo solamente perché mi interessa quella o quell’altra cosa. E’ una
terra di vulcani, e poteva mancare il vulcano Amore-Sesso-Passione? La
prima cotta, il primo amore, le prime delusioni amorose. E poi c’è la
grande “isola che non c’è”, l’isola del dolce far niente, il mio spazio
“off limits”, proibita anche agli altri coetanei, in cui mi isolo con i
miei pensieri, la mia musica! E tra montagne, vulcani, mare-internet,
fiumi, palude, strade del confronto/compassione…. C’è la ricerca della
mia “adultità”, un grande bisogno di affermarmi in un mondo che continua
a cambiare, che fa paura, che quotidianamente ti mette alla prova.
di Matteo Moramarco
di Matteo Moramarco